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Lariosaurus
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Il mwbqlariosauro (gen. mwbgmwbwLariosaurus) (mwcaCurioni, 1847)cite-ref-1[1] è un mwdqrettile acquatico estinto appartenente ai mwdgnotosauri, vissuto nel mwdwTriassico medio (mweaAnisico - mweqLadinico, circa 245-235 milioni di anni fa). I suoi resti fossili sono stati ritrovati in mwegEuropa (Italia, Svizzera, Spagna, Francia) e in mwewAsia (Israele e Cina).
Contents
• Note
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Descrizione
Questo animale è noto per numerosi esemplari, provenienti per lo più dal Nord Italia. In media gli esemplari adulti di mwhqLariosaurus avevano una lunghezza compresa tra 60 centimetri e 1,30 metri; ciò li rende tra i più piccoli notosauri conosciuti. Il collo di mwhgLariosaurus era relativamente corto se rapportato a quello di altri notosauri (come mwhwmwiaCeresiosaurus), e anche le zampe erano piuttosto piccole. Una caratteristica di mwiqLariosaurus era data dalle zampe anteriori, in cui l'mwigomero era arcuato e molto massiccio, mentre l'mwiwulna era allargata e piatta; tra le ossa dell'avambraccio, inoltre, è generalmente presente un largo spazio. Si suppone che le zampe anteriori si fossero trasformate in strutture simili a pinne, mentre quelle posteriori avessero conservato l'originale struttura con cinque dita (forse palmate).
Il mwkwcranio era appiattito come quello di tutti i notosauri, anche se non in misura estrema come in mwlamwlqNothosaurus; lunghi denti anteriori si intersecavano fra loro quando le fauci erano chiuse, mentre i denti della parte posteriore di mascella e mandibola erano più piccoli. Le costole presentano alcune parti ispessite, così come alcune vertebre e la clavicola. Le costole ventrali (mwlggastralia) sono strettamente compresse fra loro e fromavano una sorta di armatura protettiva.
Classificazione
Il primo esemplare noto di mwmqLariosaurus venne alla luce nel mwmg1830 a mwmwPerledo, una località presso il mwnalago di Como, conosciuto anche con il nome di Lario. I reperti vennero studiati e descritti da mwnqGiuseppe Balsamo Crivelli sulla rivista mwngIl Politecnico di Milano nel mwnw1839. Balsamo Crivelli, in attesa che fosse confermato che si trattava di un animale mai descritto in precedenza, preferì non attribuirgli un nome. Solo nel mwoa1847, appurato che si trattava di una nuova specie (e di un nuovo genere), mwoqGiulio Curioni gli attribuì il nome di mwogmwowLariosaurus balsami.
Un altro fossile ritrovato appartenente alla stessa specie venne impropriamente chiamato mwpqMacromirosaurus plinii. L'esemplare meglio conservato è esposto nel museo botanico di mwpgMonaco di Baviera. Altri esemplari sono conservati al servizio geologico di mwpwRoma e due sono esposti al Museo di Storia Naturale di mwqaLecco. L'individuo più lungo misura 130mwqq cm.
Al genere mwsaLariosaurus sono state in seguito attribuite altre specie: mwsqL. buzzii (a volte ascritta a un genere a sé stante, mwsgmwswSilvestrosaurus), mwtaL. lavizzarii (a volte considerata un esemplare di mwtqL. balsami) e mwtgmwtwL. valceresii provengono dagli affioramenti triassici del mwuasito UNESCO di Monte San Giorgio tra mwuqItalia e mwugSvizzera, mwuwL. curionii è stato ritrovato sui mwvaPirenei, mwvqL. stensioei in mwvgIsraele. Un'altra specie (mwvwL. vosseveldensis) proviene dall'Anisico dei Paesi Bassi (Klein et al., 2016). Altre specie sono state descritte in mwwaCina (mwwqL. xingyensis e mwwgL. hongguoensis) ma, almeno per quanto riguarda la prima delle due, sussistono dubbi sull'effettiva appartenenza al genere mwwwLariosaurus (Quesada e Gonzalez, 2005). Secondo Olivier Rieppel anche il rettile descritto come mwxqCeresiosaurus calcagnii sarebbe in realtà da attribuire al genere mwxgLariosauruscite-ref-2[2], ma numerosi altri paleontologi dissentono da questa interpretazione. mwywLariosaurus è considerato un tipico rappresentante dei notosauri, benché di dimensioni ridotte e sprovvisto delle caratteristiche craniche "estreme" di mwzaNothosaurus.
Paleoecologia e paleobiologia
mwbaLariosaurus era un predatore acquatico che si muoveva nuotando grazie alle "pinne" anteriori potenti, e aiutandosi con la lunga coda. Il cranio, con i lunghi denti anteriori, è conformato per intrappolare piccoli pesci e altre prede scivolose come i cefalopodi, ma alcuni resti fossili di mwbqLariosaurus contengono al loro interno anche piccoli esemplari di rettili mwbgplacodonti del genere mwbwmwcaCyamodus (Tschanz, 1989) e mwcqpachipleurosauri.
La scoperta di probabili mwcwembrioni forse appartenenti a mwdaLariosaurus (Renesto et al., 2003) potrebbe indicare l'ovoviviparità di questi animali, e quindi uno stile di vita completamente acquatico.
Il lariosauro e il "mostro" del Lario
Note
cite-note-11. ↑ mwfwmwgamwgqGBIF, su mwgggbif.org.
cite-note-22. ↑ Olivier Rieppel, mwhgThe status of the sauropterygian reptile genera Ceresiosaurus, Lariosaurus, and Silvestrosaurus from the Middle Triassic of Europe, "Fieldiana. Geology", ns, n.38, 1998, pp.1-46. mwhw
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